Spedizione all'isola Palmaria 2008 - AriVigevano 2018

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Spedizione all'isola Palmaria 2008

La Sezione > Le attività
Ritorno sull'isola
La sezione A.R.I. di Vigevano a Palmaria II1PI
 di Giampietro Girelli – IK2AVH

Eccoci qua, sull’imbarcazione della Marina Militare MCN 1631 che ci sta portando dall'isola della Palmaria a La Spezia. Ancora trenta minuti di viaggio e la nostra piccola avventura sarà conclusa. In tre giorni non abbiamo dormito molto, tuttavia non siamo stanchi. Cerchiamo di assaporare questi ultimi momenti di viaggio e di imprimere nella nostra memoria tutto quello che ci circonda. Il paesaggio è affascinante e neanche l'aspro odore di gasolio bruciato sprigionato dai tubi di scappamento c’infastidisce più di tanto. Il forte rumore del motore ci obbliga a restare in silenzio, e rivolgiamo lo sguardo all'isola che diventa sempre più piccola, cercando di ritrovare il luogo dove erano posizionate le nostre antenne.
Ma forse è meglio fare un passo indietro. Esattamente vent’anni fa, nel 1988, noi della sezione di Vigevano organizzammo la nostra prima spedizione proprio sull’isola della Palmaria, a quel tempo EU 083. L’isola è situata all’estremità occidentale del golfo di La Spezia ed è separata da uno stretto braccio di mare da Porto Venere. Inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, ha una superficie di 1,6 kmq e un' altezza di circa 200 metri. Ricoperta dalla tipica vegetazione mediterranea, ospita diverse costruzioni di interesse storico-militare. Il nome Palmaria, dalla sonorità quasi esotica, sembra derivi dal dialetto celtico-ligure “balme”, termine che si riferisce alle numerose grotte presenti sull'isola (da cui “Balmaria” o “Palmaria”).
Il ricordo della nostra prima spedizione è sempre stato vivo in sezione, come dimostrano i diversi aneddoti su quell'esperienza che spesso ci divertiamo a raccontare. Inoltre, negli ultimi tempi, capitava spesso di sentire I2MYF e IK2AGN ripetere il solito ritornello: “Ma quand’è che ritorniamo sull’isola?”. Quest'anno, motivati dalla ricorrenza del ventennale, era il momento giusto per ripetere un'esperienza simile. In altre parole, non potevamo più aspettare: volevamo tornare sull'isola.
Dopo aver formato un gruppo di lavoro motivato e affiatato, decidemmo di dare un significato particolare alla nostra iniziativa. Questa spedizione sarebbe stata infatti un’occasione per coinvolgere tutte le nostre famiglie nella preparazione e nella realizzazione del viaggio. Trovammo in Giuliano I1SAF, Presidente della sezione di La Spezia, una persona corretta e sempre disponibile a darci una mano al fine di favorire in tutti i modi la nostra attività. Il comune di Porto Venere inoltre si dimostrò aperto alle attività radiantistiche e molto ricettivo nei confronti del nostro progetto. Infine scegliemmo simbolicamente come date del viaggio le stesse di vent'anni fa: 20-21-22 giugno.
Ci vollero diverse settimane, molte riunioni, tante parole e poi, ottenuti tutti i permessi necessari e il nominativo speciale II1PI, il team definitivo formato da I2MYF IK2AGN IK2AVH IK2BCE IW2LYS IW2NOH - Maria Rosa, Marisa e Tiziana brindava finalmente alla inaugurazione ufficiale del progetto.
Partiti alle tre del mattino, arrivammo alla banchina Revel di La Spezia per l'imbarco, sotto gli sguardi incuriositi dei marinai per la grande quantità di materiale che caricavamo sull’imbarcazione messa a disposizione dalla Marina Militare. Sapevamo con certezza che avremmo affrontato una giornata molto faticosa ed eravamo impazienti di entrare nel luogo che il comune di Porto Venere ci aveva messo a disposizione, la fortezza Umberto I°, edificio di grande interesse storico-culturale dall'aspetto austero e imponente. L’edificio, costruito nel XIX° secolo e utilizzato per anni come carcere, attualmente ospita eventi culturali e manifestazioni di grande prestigio.
Per tre giorni ci sembrò di vivere in una sorta di castello. Una volta arrivati, mentre le XYL rendevano accoglienti gli alloggi, installammo una completa stazione radio e sul tetto della fortezza spuntarono una 3 elementi per 10/15/20, una filare 40/80, una verticale per i 50 MHz ed una collineare per i 144/432. Allo scopo di poter attivare le altre ref. D.C.I. e trovarci una posizione favorevole per poter lavorare anche in VHF/UHF, nel primo pomeriggio raggiungemmo la cima dell’isola dove ci posizionammo tra il Forte Cavour e la Batteria Semaforo. Qui installammo una seconda stazione con una 2 el. 10/15/20, una 11 el. per 144 e un dipolo per 40/80. Al termine delle operazioni di montaggio, a pomeriggio inoltrato, ormai esausti salutavamo i nostri compagni I2MYF Giovanni, IK2BCE Roberto e IW2LYS Gabriele che attrezzati si apprestavano a passare il resto della notte in cima all’isola.
Alle 16 UTC del 20 eravamo stremati ma operativi e le attività si svolsero regolarmente durante tutta la nostra permanenza. A seguito dell’attivazione delle ref. D.C.I., la postazione in cima all’isola fu oggetto per alcune ore di un nutrito pile-up nei 40 metri e si attivarono anche i 2 metri con ottimi risultati. Dalla fortezza IK2AGN Franco, IW2NOH Luigi ed io operammo prevalentemente in 20, 40, 80 e 6 metri.
Alle 08.00 UTC del giorno 22, ponemmo fine alle operazioni. Avevamo collegato circa 1.100 stazioni, risultato soddisfacente considerando il tempo limitato e la pessima propagazione. Lo smontaggio delle stazioni e delle relative antenne fu ovviamente meno faticoso ma senza dubbio un po’ malinconico.
Improvvisamente la Fortezza riacquistava la sua naturale atmosfera. Per qualche giorno avevamo animato quel luogo con le nostre voci, riempito le ampie stanze con le nostre “macchine” modificando il carattere austero del luogo. Anche l’isola ci sembrava particolarmente silenziosa mentre ci apprestavamo a lasciarla. Ognuno di noi trovò un significato speciale in questo viaggio: per alcuni giovani radioamatori questa fu una prima esperienza da ripetersi in futuro, altri considerarono questo progetto come un coronamento di qualcosa lasciato in sospeso anni fa, per altri ancora questa fu un’occasione per sentirsi improvvisamente più giovani di vent’anni.
In questo momento l’imbarcazione della Marina è arrivata al porto di La Spezia e la nostra esperienza può considerarsi definitivamente conclusa. Domani le nostre vite riprenderanno la loro solita routine ma la nostra mente è ancora sull’isola. La permanenza sulla Palmaria ci ha fatto capire ancora una volta quanto la passione per la radio sia capace di unirci e di emozionarci con la stessa intensità anche dopo diversi anni. E così, mentre ci prepariamo al viaggio di ritorno, incominciamo già a fantasticare sulla prossima spedizione.
Vorremmo ringraziare i soci e amici della sezione che pur non partecipando direttamente alle operazioni si sono resi disponibili per realizzare questa attività: I2FUZ-I2SLA-I2WOQ-IK1BXZ-IK2BPZ-IK2BSK-IK2JUA-IK2WYW-IK2XEH-IW2NVU-IZ2ODL.
Un sincero ringraziamento va inoltre al comune di Porto Venere e alla Marina Militare per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti. Infine esprimiamo tutta la nostra riconoscenza alla sezione A.R.I. di La Spezia, in special modo al suo Presidente Giuliano I1SAF e a Francesco IK0YQJ che, animati da un puro e disinteressato spirito di collaborazione, hanno contribuito affinché l’attività potesse svolgersi nel migliore dei modi. Il nostro rapporto è stato un autentico esempio di HAM spirit.
Un affettuoso ringraziamento alle xyl Maria Rosa, Marisa e Tiziana per l’indispensabile aiuto e per aver condiviso con noi la nostra passione.

Grazie a tutti
A.R.I. Vigevano

Palmaria team : I2MYF - IK2AGN - IK2AVH - IK2BCE - IW2LYS - IW2NOH
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